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Cat. 18 detail: ROMA, 1950.

 

MERIDIANO
Italy's Prime Meridian


December 2002 - February 2003

Exhibition and catalog text © A. Ceen / The Studium Urbis, 2002

Curated and written by Allan Ceen
Web version created by Michelle LaFoe
Translated by Alessandro Di Benedetto and Paolo Battinelli
To inquire about the exhibition, contact Allan Ceen.
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INTRODUZIONE

Ma oggi la maggior parte delle nazioni europee, e gli Stati Uniti dell'America settentrionale, convennero di considerare primo meridiano quello che passa per loro principale osservatorio, e pei Francesi passa dall'osservatorio di Parigi, per gl'Inglesi quello di Greenwich, pegli Spagnuoli quello di Cadice, pegli Americani quello di Washington, pei Russi quello di Pietroburgo. I soli Tedeschi contano ancora la longitudine dell'Isola di Ferro. Gli Italiani doverebbero contarla dal meridiano del Campidoglio...

F.C. Marmocchi, Grande Atlante di Geografia Universale, Milano, n.d. [ca. 1859], 45 tavole più testo; p. Introduzione [n.b.: all the plates in this atlas use the Isola di Ferro prime meridian]
Il proposito di questa mostra è quello di impiegare delle mappe di Roma e d'Italia per illustrare il Primo Meridiano Nazionale che passa da Monte Mario a Roma. Confacendo vogliamo anche richiamare l'attenzione sull'Osservatorio Astronomico di Roma e sul Museo Copernicano di Astronomia1 entrambi con sede nella Villa Mellini situata in prossimità della cima di Monte Mario. Esiste una diretta relazione fra l'Osservatorio e il Primo Meridiano. Ancora recentemente, infatti, gli apparecchi astronomici impiegati per determinare il meridiano erano collocati in un annesso dell'Osservatorio sulla cui porta è affissa la targa: "Primo Meridiano".

Sino alla fine del 19º secolo le mappe dell'Italia utilizzavano diversi primi meridiani. Le mappe del 18º secolo privilegiavano il "Meridiano dell'Isola del Ferro" (Isla del Hierro). Era un meridiano localizzato nella più occidentale delle Isole Canarie sotto la costa del Nord Africa. Considerandola l'estremo limite occidentale del mondo, gli antichi geografi calcolavano la longitudine a partire da essa. Nel 19º secolo alcune mappe continuarono a basarsi sul Meridiano di Ferro (Cat. 1 & 4), altre utilizzarono il Primo Meridiano di Parigi (Cat. 2), mentre altre ancora il Primo Meridiano di Roma (Cat. 3). Nel 1884, il Presidente degli Stati Uniti, Chester A. Arthur, convocò una Conferenza Internazionale per stabilire un Primo Meridiano Internazionale. L'Italia fu fra le 41 delegazioni che convennero a Washington e optarono per Greenwich come Primo Meridiano Internazionale. Successivamente però, non tutta la cartografia italiana utilizzò Greenwich come riferimento per il calcolo della longitudine.

Alcune mappe dello Stato Pontificio a metà dell'ottocento mostrano il meridiano 0 che passa per Roma (Cat. 2). Il 15 Febbraio 1870, sette mesi prima della fine del Potere Temporale, il Governo Pontificio annunciò un piano di rilevamento geodetico dello Stato della Chiesa. La triangolazione doveva fare base su Monte Mario dove fu eretta una "stazione-osservatorio astronomico-geodetico fondamentale"2. Mentre il progetto fu momentaneamente interrotto a causa dell'annessione di Roma al Regno d'Italia (20 September 1870), il nuovo governo italiano fece propria la decisione di utilizzare Monte Mario come punto di partenza della rete geodetica nazionale.

Da allora sino a circa il 1960 la maggior parte delle mappe d'Italia utilizzarono il Meridiano di Monte Mario come il loro Meridiano di Longitudine 0°. Tuttavia le stesse mappe utilizzarono il sistema internazionale di latitudini per i paralleli. Monte Mario si trova a 12°27'08.40" di longitudine Est dal meridiano di Greenwich, il Primo Meridiano Internazionale. L'uso prolungato del Meridiano di Monte Mario, malgrado l'adesione dell'Italia alla conferenza sul Meridiano Internazionale del 1884 che aveva stabilito Greenwich come Meridiano Internazionale, è un indice sigificativo di come il giovane stato italiano desiderasse sottolineare la sua unità e peculiarità. Le longitudini negli atlanti scolastici (Cat.6 & 12) erano normalmente basate sul Meridiano di Monte Mario, tramandando così la sua notorietà tra le giovani generazioni sino a poco tempo fà.

Se, sulle mappe esposte, si segue con lo sguardo la linea di Monte Mario se ne ricava una istruttiva lezione di geografia. Verso Sud, dopo aver mollato gli ormeggi a Tor Vajanica, la linea attraversa il Mare Tirreno e rasenta la costa occidentale della Sicilia a Marsala. In direzione Nord, passa appena Est di Perugia ("il cuore d'Italia"), taglia lo Stato di S. Marino e si immerge nel Mar Adriatico alla foce del Rubicone. Quando entra nella Laguna Veneta, ci rendiamo conto che Venezia giace quasi esattamente a Nord di Roma. Il meridiano passa il confine con Austria presso il Passo di S. Croce di Comelico.

Anche se non è più usato nella cartografia contemporanea, il Primo Meridiano di Monte Mario rimane un importante simbolo per Roma e l'Italia. Al Convegno: "Un segno per Monte Mario", tenutosi nella sede dello Studium Urbis il 22 Novembre 2002, un gruppo di esperti di varie discipline hanno discusso su come ripristinare l'importanza culturale e scientifica della sommità di Monte Mario. I partecipanti al convegno hanno proposto che sul Colle fosse collocato un segno che rappresenti materialmente la linea del Primo Meridiano così fungendo da catalizzatore ad una serie di interventi collaterali tesi alla valorizzazione di Monte Mario, in particolare la riapertura del Museo astronomico rimasto da tre anni precluso al pubblico. La presente mostra cartografica ha lo scopo di sostenere gli sforzi in questa direzione.

(1) See p. 42 of this catalog.
(2) Attilio Mori, La Cartografia Ufficiale in Italia e l'Istituto Geografico Militare, Roma, 1922. Pp. 82-83.


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